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Aidan Knight - Versicolour

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , ,
Il disco di formazione, tutti i colori del folk in una "tavolozza" di otto canzoni

Giovanissimo, gracilino e canadese. Ecco a voi Aidan Knight, alla sua prima prova da cantautore dopo una lunga gavetta come supporto alle band più disparate. Esce dall'ombra con canzoni semplici, senza pretese ma con bagliori improvvisi di pura melodia. A metà tra disco ed Ep, il recentissimo Versicolour (Adventure Boys Club, 2 marzo 2010) è un po' come un arcobaleno, il cui risultato finale è più della somma delle parti. La riprova è che il giovane Knight passa dallo strumentale al cantato con ingenua disinvoltura, istinto si direbbe: chiede sfacciatamente qua il supporto di una tromba, lì l'ombra di un violoncello, altrove lo squarcio di un riverbero a chiaroscuri.

L'effetto sonoro è quello di immaginare Aidan Knight sempre in compagnia: ci sono voci femminili che frigolano sullo sfondo, riff di chitarra, le percussioni, perfino qualcuno che si occupa di effetti e diavolerie elettroniche. Un'illusione? Forse, ma le otto canzoni di Versicolour, tra una steel guitar di puro folk americano, lo strimpellare poetico alla Nick Drake e l'orchestralità di un acerbo Andrew Bird, convincono.

Ci sono, insomma, i colori giusti sulla tavolozza di Aidan, il suo pennello di sbavature cerca di farne il meno possibile. Per ora la strada privilegiata pare quella dell'apprendistato: chissà che un giorno non ne esca fuori il capolavoro.

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The Hidden Cameras in Concerto

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , , , ,
Domenica 4 aprile, Osteria Le Scalette - Terracina (LT)

Appuntamento con la storia della musica. Ne fanno parte a pieno titolo gli Hidden Cameras, orchestra indie che batte bandiera canadese, attesissima in Italia, per regalare 4 sole date, in locali sceltissimi. Prima di arrivare nella nostra Terracina, saranno al Covo di Bologna, poi passeranno per il Circolo degli Artisti e da noi. Prima di tornare a Firenze dove suoneranno alla sala Vanni.

Non chiedeteci come tutto ciò sia avvenuto: non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che gli Hidden Cameras sono un gioioso collettivo pop canadese guidato da Joel Gibb, ed il loro debutto risale al 2001 con il bellissimo “Ecce Homo”. A seguire hanno pubblicato nel 2003 'The Smell Of Our Own', nel 2004 'Mississauga Goddam', nel 2006 'Awoo' e pochi mesi fa il nuovissimo 'Origin: Orphan'. In Europa la band ha pubblicato i propri dischi tramite Rough Trade, tranne per l'ultimo 'Origin: Orphan' uscito in tutto il mondo tramite Arts & Crafts (Broken Social Scene, Feist, Phoenix e molti altri sono passati per questa storica label canadese).


La rivista "NME" ha descritto il sound degli Hidden Cameras come un divertente incrocio tra Moldy Peaches, Belle and Sebastian, gli Smiths e i Frogs. I loro show, curati da Joel Gibb, sono sempre un avvenimento da gustare.


Sul palco possono anche ritrovarsi 13 elementi, tra cui coristi, ballerini ed una sezione d’archi. Anche i loro video sono delle vere e proprie opere d'arte, spesso presentati ad importati festival cinematografici indipendenti.

Il nuovo album degli The Hidden Cameras 'Origin: Orphan' è stato registrato fra Toronto e Berlino e pubblicato dalla Arts & Crafts. Tra synth, folk d'autore e pop da antologia i nuovi Hidden Cameras ricordano The Flaming Lips, The Polyphonic Spree, Magnetic Fields, Scissor Sisters e Patrick Wolf. In 'Origin: Orphan' trovano spazio anche synth cupi che rimandano agli ultimi Piano Magic, e dei potenti cori gospel. Immaginate un'impeccabile pop band suonare con istrionica verve e avrete la dimensione in cui operano gli Hidden Cameras.

L'appuntamento è per la domenica di Pasqua (avete impegni???), alle ore 22,30 all'Osteria Le Scalette. L'ingresso è gratuito, come sempre.

Fonte: Myspace

Partecipa all'evento

Sarah Jaffe - Suburban Nature

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Un disco che incanta al primo ascolto, una folksinger dal talento indiscusso

"Clementine" mi ha fatto innamorare. Perché certa vulnerabilità mista a forza è la migliore miscela per realizzare la canzone pop. E Sarah Jaffe (Texas) è autrice di un bellissimo disco, ricco di suoni e dalla narrativa autentica, dove le canzoni prendono vigore grazie a tre musicisti semplici e sofisticati a un tempo, e alla voce di una cantautrice che sta tirando fuori un talento inaspettato, giovanissimo e sorprendente, che colpisce dritto al bersaglio, con suoni, parole e senso.


Snocciolare Suburban Nature (Kirtland Records 2010) è come leggere un libro in cui ogni pagina sta all'altra con ordine perfetto. Suburbani, i pezzi, lo sono perché il cantautorato della Jaffe ha origine da storie intime e provinciali, e perché dimostra che dalla periferia della musica, dall'indie, nascono perle preziose, musicisti talentuosi, sentimenti autentici e competenze invidiabili. Un album da ascoltare tutto d'un fiato, per poi farlo girare all'infinito fino a quando quelle canzoni non si canticchiano a memoria.

A dicembre Sarah Jaffe è stata in tour con Midlake, mentre adesso è sul palco con Norah Jones.

Fonti: Myspace, Official Site

Zen Circus in Concerto a Terracina (Acustic set)

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10 Marzo, osteria Le Scalette - inizio concerto ore 23,00 - ingresso gratuito

Ben trovati, non ci sentiamo mai ma quando capita è per dare buone nuove. Il 10 marzo a Terracina, alla ormai nota osteria "Le Scalette" suoneranno in un esclusivo set Acustico gli Zen Circus. Basta guardare la copertina del Mucchio per farsi un'idea, a largo giro, di quel che sarà. Il loro album interpreta un pensiero che ha attraversato e attraversa la mente di tutti noi, a volte: "Andate tutti affanculo". Niente di volgare, demenziale o stereotipato. Per carità...

Zen Circus sono un grande gruppo che canta canzoni italiane con un linguaggio nuovo, vero, "perfetto per oggi". Ce ne siamo infatuati subito, noi che la musica italiana la amiamo nostro malgrado, quando racconta i pantani, le salite, le aspirazioni e smonta falsi miti e false morali. Sono in tre (un vescovo, un sindaco mafioso e la miss Padania di turno?), rockeggiano, entrano nel sangue, raccontano spaccati di vita quotidiana, di chi vede il mondo attraverso il filtro della provincia "e del suo rancore". Siamo lieti, orgogliosi di averli tra noi, e di invitarvi, se volete, a passare due ore di vera musica. E visto che le mie chiacchiere stanno a zero, ecco dove ascoltare qualcosa. Per tutto il resto, lascio parlare gente che la sa più lunga di me. Di seguito due articoli che spiegano un po' tutto: la loro bravura, la nostra follia.

Rock.it

Mucchio
Le tre realtà discografiche più creative ed di spicco del panorama indipendente italiano formano un inedito dream team per il nuovo disco degli Zen Circus. Ormai Appino, Ufo e Karim sono una certezza del Rock indipendente Italiano, che da circa una decade contemporaneamente unisce e divide il pubblico. Toscanacci, ma non diteglielo mai. Hanno cominciato suonando per le strade un Folk-Punk che in Italia non si era mai visto. Debitori agli esordi degli statunitensi Violent Femmes, paragone costante che hanno combattuto negli anni facendo dischi sempre diversi e finendo poi negli ultimi anni per suonarci assieme come membri aggiunti e prendendo Brian Ritchie come quarto membro per scrivere un disco a quattro mani che poi è l'ultima uscita: Villa Inferno. Di quest'ultimo capitolo se ne è parlato non poco nel 2008. Un gruppo Italiano che collabora con tre delle figure più seminali della storia del rock mondiale (Violent femmes, Talking Heads, Pixies) non è cosa da poco. Ma ciò nonostante gli Zen rimangono sempre nel limbo di una fama nazionale che non è ancora major ma nemmeno più indie. Che sia la loro salvezza? Al ritorno dal tour Australiano, dove sono stati headliner insieme a gente come Nick Cave, quando tutti pensavano che l'estero li avrebbe ammaliati e ce li avrebbe portati via loro scrivono: “Ci è venuta una voglia matta di tornare in Italia, finire il disco nuovo dedicato al questo paese morente che abbiamo girato in lungo e largo, in ogni pertugio, villaggio, città.” Una realtà live devastante infatti che veramente non si ferma mai. A dimostrarlo il tour di Villa Inferno: l'ultima data è a Settembre 2009, che è contemporaneamente il mese di uscita di questo nuovo capitolo Andate Tutti Affanculo il primo disco tutto in Italiano, richiesto a gran voce da tutti coloro che in Figlio di Puttana e Vent'Anni hanno trovato la nuova via per gli Zen del futuro. Per gli Zen nazionalpopolari. E loro lo fanno, il disco in Italiano, ma lo chiamano così. Ci prendono tutti per il culo? Può darsi ma che male ci sarebbe? D'altronde lo dicono chiaramente: mai prendersi troppo sul serio. Ma questo nuovo capitolo, quando lo ascolterete, lo troverete dannatamente serio. Andate Tutti Affanculo è un disco Italianissimo fatto da una band internazionale. E' la vera mediazione fra il punk rock americano stralunato da cui provengono gli Zen e un cantautorato nazionale che potremmo definire una mezza via fra il primo Lucio Dalla, Piero Ciampi e Rino Gaetano. Ed il giovane De Andrè innamorato di Brassens. Ed il Beat dei bei tempi andati. Insomma il melting-pot continua; non ci saranno quattro lingue questa volta, ma la capacità di mescolare influenze di alto livello con la proprio personalità -al solito- regna sovrana. E collaborano di nuovo: nel disco troverete la voce di Nada, le chitarre di Giorgio Canali (CSI, PGR, Rossofuoco, Le Luci Della Centrale Elettrica) il sempiterno Brian Richie e l'immaginario di Davide Toffolo (T.A.R.M.) il tutto inscatolato dal Produttore Manuele “Max Stirner” Fusaroli che dagli studi NHQ di Ferrara negli ultimi anni ha portato nelle nostre case, in silenzio, alcuni fra i migliori dischi della scena indipendente Italiana, da Le Luci aka Vasco Brondi, a Tre Allegri Ragazzi Morti, Giorgio Canali, Bugo e tanti tanti altri. Insomma hanno suonato con tutti, ovunque: italiani e stranieri. Le loro storie sono fiabe disincantate, la loro biografia sembra un libro sul Punk '77, i commenti su di loro sempre in bilico fra amore ed odio. Tutti li conoscono ma molti se ne vegognano: Troppo diretti? Troppo veri? Di certo non pagano dazio al rock italiano '90. Scordatevi quindi parole ricercate e citazionismi colti. Scordatevi paure e dolcezza: nel circo zen trovate solo rabbia, odio, amore disperato, voglia di vivere e morire. I Pagliacci ubriachi del proletariato del duemila. Sì, quella parola dimenticata: Proletariato aggiornato ai tempi di Internet. Rassegnatevi, questo paese forse troppo piccolo o forse mai piccolo abbastanza per loro, piano piano comincia a puzzare di Circo Zen. E non c'è solo il punk, l'energia vitale del rock per necessità. C'è la poesia con gli occhi lucidi, le rive dei fiumi che dividono, le città troppo ubriache di notte e troppo serie di giorno. La sconfitta di un paese che prende a calci in faccia i propri pregi. Concludiamo citandoli: “Non vi libererete tanto facilmente di noi!”



This is the New Year...

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Stilographics

Questo blog vi augura un anno pieno di soddisfazioni.


Sara Lov in Concerto - Live @ Le Scalette - Terracina 17 gennaio 2009

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L'ex vocalist dei Devics al suo esordio da solista, tra ballate struggenti e rivisitazioni di Beck e Arcade Fire. La tappa del tour italiano

Abituatevi a voltare pagina, ma non rinunciate mai alla qualità. Stavolta la sorpresa arriva da Los Angeles e ha un curriculum di tutto rispetto quanto a produzione, etichetta discografica, fama e collaborazioni in studio. Sara Lov, cantante californiana già membro dei Devics, rappresenta uno dei talenti più interessanti nel panorama del cantautorato anglosassone (USA).

Voci di questo esordio esplosivo (che poi tanto esordio non è) risalgono all'uscita dell'Ep The Young Eyes, nel corso di quest'anno. Poco dopo la conferma con l'album Seasoned Eyes Were Beaming, prodotto dall'etichetta Bella Union, un compendio di perle in puro folk pop, con splendide ballate cantate con una voce suadente e per certi versi unica.

A Terracina Sara Lov sarà domenica 17 gennaio, accompagnata dalla sua band per un tour italiano che toccherà anche le città di Bologna, Milano, Ravenna, Napoli e Forlì.

Sara Lov è stata, si diceva, cantante nel duo dream pop The Devics, formato con Dustin O’Halloran. Per farvi un'idea potete ascoltare qualche pezzo su Myspace, ma il vero intrigo lo scoprirete soltanto guardandola dal vivo. Il produttore di Seasoned Eyes Were Beaming è Zac Rae, lo stesso di My Brightest Diamond e Fiona Apple, al mixer c è stato Darrell Thorp (già in studio con Radiohead e Beck). La stessa cantautrice lascia spazio ai suoi ascolti, reinterpreta Beck, Arcade Fire e Simon & Garfunkel. Si innesta di diritto, con semplicità e talento, tra le voci femminili più autorevoli nel panorama folk indipendente: pensiamo a Joan As Police Woman, Feist, Cat Power.

L'appuntamento, anche questa volta, è all'osteria Le Scalette, per domenica 17 gennaio. Ingresso gratuito.

Ascolta su: Sito Ufficiale, Myspace; RCRD LBL

Recensioni su:
Ondarock,
Indie-Eye,
Indie For Bunnies,
Buzzine (straniero),
The Color Awesome (straniero),
What's on The Hi-fi (straniero)
Drew Tewksbury (straniero)
Rolling Stone Magazine

... e tanti altri...

Shrag - Live @ Le Scalette - 15 dicembre 2009 Terracina

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Brothers Of End - The End

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Bucoliche scandinave dai vapori di Cardigans e Frida Hyvönen

Le loro canzoni sono perle pop dal sapore "niveo" che hanno lo strano effetto di dipinti domestici graziosi e accoglienti. Tutto il contrario di quel che suggerisce il loro nome. I Brothers Of End affascinano e si imprimono con la forza della melodia al primo ascolto. Il loro Lp di debutto - The End, come sbagliarsi - è uscito ad ottobre ma le tracce fino ad ora disponibili sono solo quelle del Myspace.

Non sono affatto dei novellini Mattias Areskog, Bengt Lagerberg and Lars-Olof Johansson Ståle, scandinavi che hanno seminato qua e là prima di riunirsi, loro che si conoscono da quando hanno 15 anni. Ma prima di parlare di loro fatevi avvolgere da questa sessione acustica, che vi lascerà senza parole.

Allora? Prima di questo progetto Mattias e Lars hanno suonato con i Cardigans, mentre Bengt Lagerberg ha lavorato come giornalista e solo nel tempo libero si è dedicato a suonare con musicisti svedesi, tipo Consequences, Marit Bergman, Friska Viljor, Anna Ternheim and Frida Hyvönen (e scusate se è poco). Due anni fa la decisione di cucinare un po' di prelibatezze in casa propria, e sono nati i Brothers Of End.

E ora veniamo a noi. Come avete potuto constatare Why è un pezzo di una bellezza infinita. Ma anche Wish, spalanca le porte al siderale paesaggio bianco della Scandinavia, Big Bird elettrifica suggestioni bucoliche. Irrestistibili. Loro sono anche su Facebook, Twitter e Youtube. Hanno un sito Internet la cui paternità è indubitabile.
Buon ascolto.

Guano Padano, gli echi del desert rock arrivano a Los Angeles

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La voce di Bobby Solo incanta la costa del Pacifico, e rievoca David Linch.

I Guano Padano finiscono nel blog di stanza a Los Angeles Aquarium Drunkard. Ad essere la prescelta, nel blog curato da Justin Gage, è stata la cover "Ramblin' Man" di Hank Williams, cantata niente meno che dal leggendario Bobby Solo. Secondo il redattore del blog, la rielaborazione della canzone fatta dai Guano Padano entra di diritto in una immaginaria colonna sonora di un film di David Linch.

Bene, visto che li abbiamo ospitati a Terracina, ascoltare questo pezzo non guasta mai. Loro, i Guano Padano, dalle pianure del nord Italia sono già finiti sulle spiagge del Pacifico. Come è piccolo il mondo.


Guano Padano - Ramblin' Man

Fonte: Aquarium Drunkard

Shrag - 15 dicembre, live @ Le Scalette Terracina (LT)

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Pop punk dal Regno Unito: dai B-52's alle Hole di Courtney Love e fino ai tempi nostri. Il sound esplosivo del quintetto di Brighton sbarca a Terracina

ShragVecchia scuola punk intrisa di pop, anche se di malavoglia. Sono prodotti strani quelli che escono fuori dallo shakeramento del punk inglese dei B-52's, la filosofia Riot Grrrl degli anni '90 e la "trappola" pop dei giorni nostri. Strani e interessanti. Come la creatura nata da queste tre scatenatissime ragazze (Helen King, Stephanie Goodman, Leigh Anne Walter) di Brighton, che insieme a due ragazzi (Bob Brown, Russell Warrior) formano gli Shrag. I cinque sono sulla scena ormai da almeno 3 anni ma fino ad oggi si sono fatti desiderare dagli appassionati del genere. Qualche golosissimo singolo, niente sito Internet, la band è stata alquanto sfuggente. Ma adesso è arrivata l'ora.

Sono in Tour in Europa, gli Shrag, per presentare il loro primo disco. Faranno tappa a Terracina, il 15 dicembre, a Le Scalette, locale coraggioso e spiazzante, che ancora una volta stupisce tutti e dopo il soul e le suggestioni caposseliane viaggia sulle frequenze scatenate del punk.

ShragCon Shrag abbiamo la netta sensazione di essere di fronte a qualcosa di familiare. Chi di noi non ha mai dato un ascolto alle Hole di Courtney Love, alla virulenza, rabbia, trasgressione della scena punk? Ecco, Aggiungeteci melodia e un approccio addolcito e avrete gli Shrag. Questi ragazzi hanno ascoltato i Clash e i B-52's a più non posso e ora stanno calcando la scena partendo dal paese più gravido di talenti musicali in Europa: il Regno Unito.

Chi mastica un po' la scena capisce cosa significa per una band accompagnarsi a gruppi come The Cribs, Love Is All, The Raincoats, Los Campesinos, Ill Ease, Partyline, French Toast, The Television Personalities. Parliamo di festival di levatura del Ladyfest Manchester. Gli Shrag sono abituati a stare su un palco, anche davanti a qualche migliaio di persone. Meglio prepararsi allora.

15 dicembre, ore 22 - LE SCALETTE - Terracina (Lt) INGRESSO LIBERO

Buona serata.

FONTI: Myspace