Popular Posts

Categories

... have fun, it's music...

Archives

RSS

Nuovo progetto per Thom Yorke

Diego Roma Filed Under:

Nuova band del cantante dei Radiohead, Flea dei Red Hot Chili Peppers, il batterista di Beck, Nigel Godrich e Mauro Refosco di Forro in The Dark


Thom Yorke, nuovo progetto The Erasier

Nuovo progetto per Thom Yorke. Il cantante dei Radiohead nei giorni scorsi è salito sul teatro Orpheum di Los Angeles in un concerto che lo ha visto a capo di una band insolita quanto prestigiosa. Alla batteria c'era Joey Waronker, presenza illustre negli album di Beck, Smashing Pumpkins (Adore) e Elliott Smith. Ma non è finita. A suonare il basso, Flea (Red Hot chili Peppers), insieme a Nigel Godrich, già produttore dei Radiohead oltre che "sesto elemento" del gruppo. E ancora il percussionista brasiliano Mauro Refosco che ha fondato i Forro in the Dark.

Sul sito del Wall Street Journal è possibile ascoltare un brano.

Fonte: Wsj

The Chairs, new Ep: Can We Be Friends

Diego Roma Filed Under:
In alcuni casi sono i gruppi con cui sono cresciuti, in altri sono gli ascolti, i colleghi di tour, semplicemente la musica di cui vivono. Una manciata di band che capita a ciccio per fare un Ep e al contempo rendere omaggio alle canzoni che si portano in giro per il mondo.

Questo è in soldoni il lavoro di The Chairs, che lanciano un nuovo Ep dal titolo significativo Can We Be Friends?. Qualcosa già avevamo sentito: rielaborazioni di Bon Iver e Neutral Milk Hotel. Ora ci regalano altre piccole perle che, nella loro veste di cover ci confermano la freschezza di questa giovane indie band, che sembra aver scelto come filo rosso di questo piccolo lavoro la nostalgia. Dolcissima la voce di Alex Schaaf, ricercati i suoni che spaziano nell'elettronica come nel rock, con ballate che forse vengono un po' spogliate del folk per restare nella nuda struttura vocale.

Can We Be Friends annuncia il nuovo album di The Chairs, in uscita il prossimo 17 novembre. Nell'Ep è possibile trovare di tutto. Da Reservations dei Wilco a Motion Picture Soundtrack dei Radiohead, fino a My Guitar di Jump, Little Children. The Chairs ci concedono la possibilità di ascoltarli. E noi volentieri condividiamo. Buon ascolto

- Reservations (Wilco)
- Motion Picture Soundtrack (Radiohead)
- My Guitar(Jump Little Children)
- Flume (Bon Iver)
- In The Areoplane Over The Sea (Neutral Milk Hotel)

Fonti:
The Chairs (Thank's to Alex Schaaf and his Band)
The Chairs on Myspace
The Chairs on Twitter

Edda - Semper Biot (29 novembre, Circolo degli Artisti - Roma)

Diego Roma Filed Under:

Stefano Edda Rampoldi è stato per molti anni la voce dei Ritmo Tribale, una delle rock band italiane più importanti degli anni ’90. Con i Tribali ha inciso 5 album e un ep. La rock band milanese, negli anni, ha suonato ovunque: dal centro sociale Leonkavallo di Milano al palco del primo maggio in piazza a Roma, da Arezzo Wave al New Music Seminar di New York. Nel ’96, durante il tour di Psycorsonica, Edda abbandona la band.

Dopo un lungo silenzio, è ricomparso nel 2008 con dei video su YouTube, accompagnato da Walter Somà (co/autore con Stefano di gran parte di testi e musiche) e Andrea Rabuffetti (che nei video suonava di tutto, eccetto - forse - l’arpa celtica… ). Quei video (oggi non più visibili) hanno suscitato l’interesse dell’etichetta Niegazowana e hanno portato alla realizzazione di un disco: l’11 SETTEMBRE 2009 è uscito “SEMPER BIOT”, IL PRIMO DISCO SOLISTA DI EDDA.
Registrato alle Officine Meccaniche e al Noise Factory di Milano con la produzione artistica di Taketo Gohara. I suoi compagni d'avventura sono quelli di sempre: Walter Somà e Andrea Rabuffetti.

Walter, autore di molti dei brani presenti sull'album, è anima integrante insieme a Edda dell'intero progetto. Invece Andrea (oltre che accompagnare Edda nei live) ha suonato nel disco: armonium, chitarra acustica, chitarra elettrica, kalimba, laud, mandolino, synth.

Sono passati a dare il loro prezioso contributo alcuni ospiti illustri:
Alberto Fabris (contrabbasso),
Taketo Gohara (melodica, organi, piano elettrico, pianoforte, synth),
Alessandro "Asso" Stefana (arpeggiatore, auto harp, banjo, ukelin, organo, pianoforte, synth, tampura),
Pacho (percussioni),
Achille Succi (sax e clarino basso),
Mauro Ottolini (trombone),
Josè Fiorilli (hammond)
Cesare Picco (pianoforte)
Con la partecipazione straordinaria di Mauro Pagani (violino).

A giugno 2009 Edda ha cominciato a portare le canzoni di “Semper Biot” anche dal vivo.
Edda ha suonato al Jack Bikers di Vigevano, al Mi Ami Festival di Milano, alla festa del PD a Genova (opening Afterhours), alla Salumeria Della Musica di Milano (Il concerto e l'intervista sono stati trasmessi in diretta su Lifegate all'interno della trasmissione Rockfiles), al Velvet di Rimini.

Daria Bignardi l’ha voluto come ospite all’Era Glaciale, in onda su Rai2 il 2 ottobre 2009 alle 23.40.

Daria Bignardi su La Stampa:

«Abbiamo adottato lo schema sperimentato nell’ultima puntata: un’intervista all’inizio, una alla fine, in mezzo un confronto fra due personaggi che apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro ma che, se vengono fatti dialogare e reagire a vicenda, rivelano risvolti interessanti. Si comincia con Andrea De Carlo e Stefano “Edda” Rampoldi dei Ritmo tribale, figura di culto della Milano anni Ottanta che ha passato un periodo in comunità e ora fa l’operaio ponteggista, uno venerato da gente come Mauro Pagani o Vinicio Capossela ma che fa di tutto per non essere famoso. Ci ha incuriosito il fatto che, di un romanzo di De Carlo, avrebbe benissimo potuto essere un personaggio».

«Semper biot»: sempre nudo, in milanese. Un invito a farsi vedere per ciò che si è, senza maschere e finzioni. Edda sul palco e sul disco sputa verità allo stato puro, toccando corde speciali in chi ascolta. Una sberla. Che non può lasciare indifferenti. Riempie vuoti e crea altre voragini.
C’è la vita, la morte, la poesia, l’oscurità, la luce, la ricerca, l’amore, tanto amore dentro. La bellezza e la schifezza di ciò che ci gira dentro.

Fonte: Myspace

Meeting etichette indipendenti 2009 (MEI). Chi passasse a Faenza...

Diego Roma Filed Under:

MEI 2009 - Domenica 29 novembre h 18,00 – Sala Conferenze, Fiera di Faenza

IL MEI NON È UN PAESE PER VECCHI…

Domenica 29 novembre alle h 18,00 presso la Sala Conferenze – Fiera di Faenza si terrà il Premio Rivelazione Indie Rock e Indie Pop, imperdibile appuntamento all’interno del MEI sulle nuove tendenze della musica indipendente italiana. Ormai da qualche anno il MEI (Meeting degli Indipendenti, 27, 28 e 29 novembre), da sempre attento all’universo musicale giovanile, ha indetto questo riconoscimento allo scopo di valorizzare e far conoscere le giovani proposte artistiche del nostro paese sotto il segno del claim “Il Mei non è un paese per vecchi”. Dopo Vasco Brondi ovvero “Le Luci della Centrale Elettrica”, vincitore indiscusso e rivelazione del 2008 per pubblico e critica, il premio dedicato al legame tra giovani e artisti quest’anno è stato realizzato per la prima volta insieme ad una giuria composta da giovanissimi under 25. Per questa tredicesima edizione del MEI 2009 sono arrivate moltissime segnalazioni e la giuria di qualità, composta da Hamilton Santià, Giulia Salvi e Antonio Oleari, ha indicato come vincitori del Premio Rivelazione 2009 i seguenti artisti:

  • Categoria Indie Rock: Don Turbolento, Banda Elastica Pellizza e Damien
  • Categoria Indie Pop: Erica Mou, Deborah Petrina e La fame di Camilla

Fra le tante proposte della giuria e tra le segnalazioni arrivate direttamente al Mei, alcune, pur non vincendo, si sono dimostrate meritevoli di un riconoscimento speciale: Pink Holidays, Did, Lads Who Lunch, Walter Marocchi & Mala Hierba, Bandakadabra, Rein, Tom Moto, Clepsydra, The Oranges, Drink to Me e Green Like Julie e News for Lulu.

Giuria:

Hamilton Santià, 23 anni, collaboratore per la rivista “Mucchio Selvaggio”

Antonio Oleari, 24 anni, scrittore e conduttore di Prog Generator su Radio Cantù

Giulia Salvi, 22 anni, speaker di Virgin Radio e Dj


Artisti:

Don Turbolento

I Don Turbolento sono Dario Bertolotti (batteria, voce) e Giovanni Battagliola (synth, cori). Uniti dalla passione comune per Primal Scream, Lcd Soundsystem e Supersystem, nella primavera del 2005 decidono di dar vita ai Don Turbolento. Il disco d’esordio omonimo è targato 2008.

Banda Elastica Pellizza
I BEP nasce da un iniziativa di Daniele Pelizzari (chitarra e voce) ed Alessandro Aramu (basso). La formazione si completa con con Paolo Rigotto (batteria e cori), “Bati” Bertolio (fisarmonica) e Andrea Sicurella (chitarre e fiati). Nel 2008 vincono il Premio Siae-Club Tenco come miglior autore emergente.

Damien
Tutto inizia nel 2001; con l'anno successivo anche i primi concerti. Da allora non hanno più smesso di farne, riuscendo in puro regime DIY ad inanellare più di 120 concerti in meno di tre anni. Il power trio pesarese ha aperto gli show di Linea77, Meganoidi, Tre Allegri Ragazzi Morti, One Dimensional Man, Billie the Vision and the Dancer, The Zen Circus, e tanti altri…

Erica Mou
Erica Musci è una giovanissima artista pugliese già apprezzatissima in tutto il panorama musicale italiano. Tra i riconoscimenti ricevuti ricordiamo: vincitrice del concorso L'artista che non c'era 2009; Premio SIAE Miglior Testo (Premio Mauro Carratta 2009); vincitrice Arè Rock Festival 2009.

Deborah Petrina
Cantante, pianista e tastierista, autrice, compositrice e arrangiatrice, è una delle rivelazioni nella scena indipendente musicale italiana. Il suo disco d’esordio in doma distribuito da Egea nel mondo e con ospiti quali Elliott Sharp, Emir Bijukic, Amy Kohn, Ascanio Celestini, sta già suscitando l’entusiasmo della critica musicale specializzata.

La Fame di Camilla
La Fame
di Camilla nasce a Bari nel 2007 e mette insieme lunghi studi di musica, esperienze professionali molteplici ad alti livelli e gli ascolti eclettici dei componenti, che spaziano dall’indie-pop cantautorale all’alternative, dalla psichedelia al pop e all’indie-rock.

Per informazioni:
MEI – Meeting degli Indipendenti
0546/24647 – 0546/646012

info@audiocoop.it


Yonlu: ha spazzato via il dolore, ha lasciato a noi la musica

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , ,
Diamanti di un genio adolescente che è già leggenda


Cambia il registro del genio suicida il giovane Vinicius Gageiro Marques. Non dopo la fama, non sulla soglia dei 27, braccato dallo star system, né in seguito alle delusioni, al disincanto, alle difficoltà della vita adulta o in seguito ad una personalità fragile, intossicata dalla droga, dagli eccessi o altro. A 16 anni, e solo dopo aver lasciato nell'hard disk del suo pc delle canzoni semplicemente geniali, Yonlu (così firmava il suo nickname nel mondo virtuale in cui viveva il suo dramma adolescenziale) ha deciso di porre fine alla sua vita. Per nulla fragile, considerando la sicurezza con cui ha composto le sue canzoni. Pezzi maturi, assemblati con gli strumenti semplici di un giovane della nostra epoca (un software per i suoni, un campionatore e un talento da polistrumentista), ben cosciente di cosa voleva dire, cosa voleva fare. Ma evidentemente con il mal di vivere acquattato nell'anima.



Sei corde pizzicate, una voce giovane e soffice ma anche ruvida e greve, un approccio da cantastorie, dei migliori, e un destino precocissimo che richiama alla mente giganti come Elliott Smith e Nick Drake. La rivista Rolling Stone, prima in assoluto a raccontare la storia di Yonlu, già diversi mesi fa rimarcava lo strano percorso di musica e morte che ha segnato la fine del genio forse più giovane che la storia della musica conosca.

La sua storia, quella di un ragazzo giovanissimo che viveva a sud est della città di Porto Alegre, Brasile, figlio di un professore universitario anche molto in alto nella scala sociale e di Ana Maria Gageiro. Alta istruzione, vita agiata, una mente brillante, avido lettore di Franz Kafka e musicista in anticipo sui tempi. Suonava un po' di tutto, dal basso alla batteria, predominante la chitarra. Ma la sua grande abilità, a soli 16 anni, stava e sta tutta nella capacità di assemblare, di fondere la tradizione sudamericana della Bossa Nova all'indie sperimentale, creando un'unione inscindibile di tradizione e contemporaneità, prevalentemente in inglese ma sostanzialmente in una lingua universale.



Quella sua sensibilità era anche tutta la sua debolezza. Questo ha detto la madre Ana Maria. Così un giorno, in un pomeriggio del 26 luglio del 2006, a poco più di un mese dal suo diciassettesimo compleanno, Vinicius ha annunciato il suo imminente suicidio sul Web. Alla tastiera, fino a pochi minuti prima del tragico gesto, ha spiegato agli utenti del forum come lui, Yonlu, stava andando via per sempre. Un suicidio quasi in diretta. Prima di uccidersi col monossido di carbonio nel bagno di casa, ha scritto una lettera per discolpare i suoi genitori. Quello suo era un buio tutto personale, irrecuperabile. Suo ultimo desiderio, quello di non essere giudicato per quello che stava facendo. L'eredità di Yonlu è un cd con alcune canzoni, poi è stato il padre, durante le indagini sul suo pc portate avanti dalla polizia, a scoprire tante sue canzoni nascoste. Quelle canzoni che oggi circolano sul Web e che reclutano fans dalla Scozia al Belgio, dal Canada al Nord Africa. Un'eredità preziosa accompagnata dalle sue parole: "Io credo che la cadenza e l'armonia al momento giusto possano risvegliare ogni sentimento, compresa la felicità nei momenti più cupi".
Myspace

Anya Marina - Slow & Steady Seduction: Fase II

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , ,
Foto by: http://cm1.theinsider.com
Anya Marina ha canzoni strane e "bionde" nella mente, lo dice proprio lei, ma in verità segue la scia del pop, si sbizzarrisce come vuole con chitarre e batteria, con un'approccio tutto femminile che in fondo gli spiana la strada. La prima canzone dello Space è una cover, Whatever you like, gustosissima.

Originalissima, forse, Anya Marina ancora non lo è, ma si parla molto bene del suo ultimo lavoro "Slow & Steady Seduction: Fase II", uscito con l'etichetta indie Chop Shop Records. In fondo stiamo parlando di una bionda americana (San Diego) niente affatto fragilina, piena di energia che tira fuori canzoni grintose e ritmate, che ha lavorato con Spoon, ha già all'attivo un album, "Miss Halfway" che le è valso il San Diego Music Awards per la "Best Local Recording", come pure le attenzioni dell'etichetta Chop Shop Music e del supervisore musicale della serie Grey’s Anatomy.

Sensualissima "All The Same To Me", tutta al femminile, jazzata e calda, tanti Pixies e Breeders per comporre un pezzo come "Vertigo", e la stessa "Miss Halfway", che da' il titolo al primo lavoro di Anya Marina, usato proprio in Grey's Anatomy, molto ben fatta nella sua semplicità.
Da ascoltare senz'altro

Psichedelic sound of Sssuckers!!!

Diego Roma Filed Under:
Un Ep ed è... booooom


Si chiamano Suckers e vengono da Brooklyn. Psichedelici e onirici, amano i colori e le melodie un po' retrò. Escono con il loro Ep ed è subito boom. Voce imponente, chitarre psichedeliche, approccio schizoide votato all'imprevedibile, girano video visionari e allucinanti i quattro americani che hanno suonato anche in una Daytrotter Session.

Canti corali alla Yeahsayer, fischiettii, chitarre lo-fi alla Walkmen, pause alla Morricone: non sembrino esagerate le citazioni, questo è un post scritto al primo ascolto, sicuro di cogliere nel segno. I "succhiatori" ci sanno fare, punkeggiano e ritualeggiano come vogliono, sanno tanto di quella generazione musicale contaminata fino a traboccare fuori dal collo della bottiglia. Dove le trombe incontrano l'elettronica ma non è più il singolo strumento a farla da padrone: un suono che è più della somma delle parti.

Fonti:
Official Blog
Iamsound Records
DayTrotter
Myspace

Terracina, arrivano i Mahjongg

Diego Roma Filed Under:
Domenica due agosto, live al Punto Brazil

Un coacervo di generi musicali ben congegnato tanto da perderne il conto. Così si può riassumere la musica dei Mahjongg, band americana che mutua il nome da un gioco di società cinese. Dal funk all'elettronica tribale, fino al punk e all'art rock, i Mahjongg sono una delle band più intriganti del momento nel panorama della musica internazionale.

Kontpab il disco che vengono a presentare a Terracina domenica 2 agosto allo stabilimento Punto Brazil.

Il sound aggressivo e sempre straniante non smette mai di stupire, ed è corredato da una performance visiva tutta da gustare sul palco. I quattro elementi si dispongono infatti tutti in fila e allo stesso livello davanti al pubblico, compresa la batteria. Una carta vincente per invitare al ballo e al contatto diretto tra pubblico e artista, in un'esplosione di suoni che si servono di strutture poliritmiche e tribali, chitarre, jingle. Poi tutto si perde nella pura improvvisazione. L'ingresso al Punto Brazil è completamente gratuito.

FONTE:
Myspace

Hugo Race al museo del Brigantaggio di Itri

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , , , , , ,

Ha suonato le sue ballate blues acide e intense per oltre un ora il celebre e controverso musicista australiano Hugo Race, ex Bad Seeds con Nick Cave e ex leader dei True Spirit CaGa (Cineteca Atomica Garigliano) che ha allestito uno stage di tutto rispetto nel piazzale esterno del museo del Brigantaggio. Una scelta azzeccata; d’altra parte cosa è Hugo Race se non un brigante?



Voce roca e tenebrosa, profilo snello ai limiti, approccio da cowboy e un romanticismo errante e clandestino, impresso nelle cavalcate musicali del suo repertorio.


Una serata coraggiosa e inaspettata, i giovani sono accorsi per assistere alla performance – più unica che rara – di questo dinosauro della musica accompagnato da violinista e chitarrista italiani (De La Vega) e da Erik Van Doo dei Willard Grant Conspirancy. Il tutto sulle bellissime colline di Itri.

Green Sky Accident - Drops Of Color

Diego Roma Filed Under:


UN duo norvegese che suona un pop originale e grazioso. I Green Sky Accident (Stian Mathisen e Tore Torgrimsen) debuttano con il lavoro “Drops Of Color”, tra stornelli e folk-pop fino ad ammicchi shoegaze. Non mancano campionatori e elettronica varia, per la quale i due si servono di vari altri aiuti.

Notevoli le canzoni presenti sul Myspace, azzeccata la recensione di OndaRock questa grazia sempre nuova che arriva dal nord, pulita, scandinava. Da ascoltare senz'altro, e se capita anche da avere.