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Bowerbirds - Hymns For A Dark Horse

Diego Roma Filed Under:
Dal North Carolina, inni folk ad un cavallo nero


Il North Carolina è uno stato governato dai democratici in cui vige la pena di morte, ha una popolazione a maggioranza protestante ma il suo governatore è un cattolico. In questo contesto, tra le coltivazioni di tabacco e granturco, tra, sigarette, pannocchie e qualche vecchio supermarket vivono e suonano i Bowerbirds.


Bowerbirds sono tre ragazzi di Raleigh, due uomini e una donna che si alternano tra una chitarra classica, una batteria ridotta alla sola grancassa, un violino e una fisarmonica. A produrre il loro Hymns For A Dark Horse è la Dead Ocean. Le loro canzoni ricordano a tratti i Vetiver di Andy Cabic. Non è un caso. Anche lui proviene dal North Carolina: la malinconia campestre, gli spazi aperti, le ballate suonate alle sei corde di nylon, come fossero (sono loro a dirlo) degli inni dalle grandi intuizioni melodiche, è la stessa. Ma qui gli strumenti sono davvero pochi, e la bellezza che fuoriesce da queste canzoni è da attribuirsi solo al grande senso della musica. Conviene comunque averli nel cassetto. Capita di rado di pensare a un cavallo nero, ma quando lo si incrocia si rimane incantati.


Non mi resta che darvi tutte le fonti da cui attingere. E aggiungere che la sera in bici, con loro alle orecchie è un pò come andare a cavallo.

FONTI:
Sito ufficiale
Etichetta Dead Ocean
Myspace
La Blogoteque
YouTube

The Flobots - Fight With Tools

Diego Roma Filed Under:
Cambia l'America, cambia il mondo, cambia il crossover


In occasione dell'elezione del presidente degli Stati Uniti d'America, voglio presentarvi, se già non la conoscete, una band che potrebbe esprimere al meglio la vostra rabbia per ciò che è successo in questi anni in seguito alla politica di Bush. Si chiamano The Flobots.

Mi sembra ieri che facevamo, tra amici, intorno a un tavolo, discussioni su la guerra si la guerra no, bene bush o forse no, complotto torri terrorismo tutti al riparo. Una cosa è certa. Il disastro c'è stato, eccome. Anzi, parlare di un solo disastro per una persona intelligente è persino ingenuo.

Bene, sono passati un pò di anni. Nel 2000 si scioglievano i Rage Against the Machine. Quando si riformeranno, nel 2007, non solo loro non saranno più gli stessi, ma anche il mondo non sarà più quello di prima. Il crossover, per intenderci, non è più quello di prima.

Ma mi piace pensare che, andato il vecchio, in un modo o nell'altro, peggiore o migliore, arrivi il nuovo. E allora proprio nel 2007 esordivano questi Flobots, da Denver (Colorado). Il video che segue dice tutto.



L'album si intitola Fight with Tools, Myspace vi aiuterà a capire.

Fonti:
Sito Ufficiale
Myspace
Wikipedia

Frontier Ruckus - Orion Songbook

Diego Roma Filed Under:
Dal produttore di Modes Mouse, Elliott Smith, Decemberists e Built To Spill

Frontier Ruckus usciranno all'estero il prossimo 8 novembre, figurarsi se e quando li verdremo da noi. Ma le canzoni disponibili del loro album di debutto, The Orion Songbook (Quite Scientific), sono molto indicative. Se si chiamano "Prodotti di frontiera", dunque, non prendetelo come un caso. Sono del Michigan (USA), che è una terra circondata dai laghi, quindi capite. Li conosciamo grazie a I guess I'm Floating, che tra l'altro ne pubblica due canzoni assai interessanti.

La band, guarda un pò, si definisce in "un perpetuo stato di attesa, in un limbo", ed essendo in cinque, tutti muniti di chitarre, banjo, tromba, tastiere,batteria e ottime doti canore, fanno del bel alt-country al modo moderno.

Una particolarità li promuove sin da subito: l'album è stato masterizzato da Roger Seibel (Modest Mouse, Elliott Smith, Decemberists, Bulit to Spill). Come dicono gli esperti: tuffatevi.

FONTI
Sito Ufficiale
I Guess I'm Floating
Myspace

Riciclare cellulari - Altre convergenze

Diego Roma Filed Under:


Quanti cellulari abbiamo buttati nel cassetto... cosa ne facciamo? Lo regaliamo al nostro nipotino quando cresce. Nel frattempo ne compriamo un altro, anzi no, altri due, tre... chissà quanti. Quanti nipotini mi servono per riciclarli?

Ora è comparso un nuovo modo per riciclare telefonini cellulari. Sul serio. E non costa proprio niente. Nemmeno lo spostarsi da casa. D'altronde doveva succedere prima o poi. Qualcuno doveva pur farsi carico della tecnologia che acquistiamo, usiamo e poi buttiamo.Lo sapete bene, utenti intelligenti, la tecnologia inquina, ingombra, e chissà dove va a finire. Magari prima o poi sotto casa nostra.

Quanti cellulari avete? Rosa, blu, blutooth, e così via. Quanti ne regalate? Se volete liberarvene in modo intelligente una soluzione è questa. E' l'iniziativa di riciclo di cellulari promossa dalla Coopi, che è una Ong che opera in tutto il mondo. Andate a vedere di cosa si tratta.

In sintesi: Si può spedire in busta chiusa, compilare un form con i dati oppure richiedere la spedizione di apposite buste al proprio indirizzo. Cosa ci fa questa Coopi con il tuo cellulare? Lo vende ad una società che si occupa di Ambiente, la Ecosol, e ne riceve un contributo fisso che andrà a garantire l'accesso all'acqua potabile, favorire la gestione delle risorse idriche e dei sistemi di purificazione, costruire strade, reti fognarie e discariche per le popolazioni più povere di Africa, America Latina e Medio Oriente.

Sarà inviata una busta pre-affrancata a chi deciderà di donare il suo vecchio cellulare.

Una cosa intelligente, insomma. Tutto chiaro?
Saluti

(Dritta ricevuta e pubblicata da Matteo Di Capua)


The Uglysuit

Diego Roma Filed Under:
Melodie fresche e altisonanze di tutto rispetto


The Uglysuit sono una bella novità. Arrivano dall'Oklahoma e sono non più che 23enni, in tutto sei, per una produzione musicale di tutta qualità. Chi ama il Brit pop potrebbe rimanere piacevolmente stupito dalle assonanze con la musica made in Uk, ma qui c'è molta contaminazione, ci sono chitarre ma anche una bella varietà di tastiere, fisarmoniche, melodie fresche e altisonanze di tutto rispetto.

Mai noiosi, si allungano con gli strumenti oltre la semplice pop song e sono consigliatissimi dalle webzine straniere specialistiche. Tra cui questa, da cui attingiamo noi. Ma per ascoltare qualcosa conviene il Myspace. Sonici, melodici, variegati, insomma cazzo ascoltateli.

Fonti:
Myspace
Pop Matters

Buon compleanno caro blog

Diego Roma Filed Under:


Come nella vita reale dimentico il mio compleanno, anche qui ho dimenticato che il 10 ottobre scorso ha fatto il compleanno questo blog. Auguri caro Stilographics, blog sbilenco e assai bistrattato...

Hotcha Girls

Rockeggiando XX: Premio FunConero

Diego Roma Filed Under:


Ricevo e volentieri pubblico. Fate girare please!!



Rockeggiando XX: Premio FunConero

Quest'anno la giuria sei tu! Ascolta i brani dei gruppi selezionati per il concorso musicale Rockeggiando XX tramite il nostro player ed esprimi le tue votazioni tramite il 'Vote Form'. Il gruppo che otterrà il miglior punteggio, sarà premiato assieme ai finalisti il 21 Novembre presso il Teatro La Nuova Fenice di Osimo.

FONTI:
Myspace
Sito ufficiale

Kathleen Edwards, Asking For Flowers

Diego Roma Filed Under:
Fiori, rock e poche chiacchiere


L'ho ascoltata per tutta l'estate, difficile che abbia preso un granchio. Kathleen Edwards è una folksinger matura, grintosa, con un grande senso della melodia e sincera fino all'imbarazzo.

Canada, come sbagliare. Tre album all'attivo con quest'ultimo Asking for Flowers, un disco trascinante, ritmato dall'inizio alla fine, suonato con la maestria dei più illustri predecessori di un genere che non vuole confondere. E' rock all'americana, puro e semplice.

Asking For Flowers entra nella testa e non te lo scolli (peccato che il Myspace fornisce pochi pezzi), conviene andare sul sito internet, ascoltare i pezzi dell'ultimo album e capire tutto subito. I colori delicati, il perché di quell'orchidea bella e appassita. Solo fascino ed eleganza. Date un'occhiata anche al blog.

Non ha nemmeno 30 anni e già tre lavori all'attivo.

Non so quanto vi possa piacere, a me ha portato via un'estate intera.

Saluti!

Zita Swoon - I Feel Alive In The City (live)

Diego Roma Filed Under:
Buon inizio settimana. Solo 28 giorni fa accadeva anche questo...



Saluti!

Deer Tick - War Elephant

Diego Roma Filed Under:
A un anno dall'uscita (modesta) dell'album, il boom
di John McCauley sul New York Times



Vogliate accogliere nella gran cassa della vostra stanza questo giovane e disperato cantautore, dalla voce roca e dalla musica di un folk sgraziato ma intensamente nostalgico. Il 22enne John McCauley, in arte Deer Tick sguinzaglia un albun dal titolo War Elephant che contiene un condensato di quelli che devono essere i suoi ascolti di giovane americano nato sulla costa est, Rhode Islands. Il buon vecchio grunge, il country fatto a una certa maniera, la musica popolare americana dagli anni 50 ad oggi, l'immancabile blues, il fingerpicking.

E'curioso come dal dì in cui uscì l'album, nel 2007, i giudizi furono alquanto cauti, poi, ad un anno di distanza, una riedizione dell'album proprio grazie a giudizi positivi provenienti da grossi giornali.

Deer Tick resta comunque un cantautore disperato, intriso di nostalgia e per niente intenzionato a comprare una pedaliera. In compenso la sua band si è allargata, ha reclutato altri musicisti e da un sacco di tempo gira l'America, scanzonato e sicuro di quello che vuole, di quello che fa.

E non saremo noi a dargli torto.

FONTI
Myspace
Pitchfork Media
I guess i'm floating
Wikipedia
Sito Ufficiale
Partisan Records