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Meg Hutchinson - The Living Side

Diego Roma Filed Under: Etichette: , ,
Vette altissime tra letteratura e musica nel disco della compositrice americana più premiata d'America

Basta questa voce a rimettere tutto a pari. Il genio è una cosa semplice, assomiglia al mare, a una spiaggia, a due barchette di carta. Assomiglia incredibilimente a The Living Side (Red House Records, 2010), al sapore fresco, ventilato, libero e assolutamente melodico del disco di Meg Hutchinson, folksinger proveniente dalla zona rurale del Massachussets, pluripremiata compositrice a metà tra la poesia e la canzone, arrivata con questo disco alla sua piena maturità. Le vette toccate dalla Hutchinson difficilmente sfiorano la media del cantautorato folk contemporaneo. Siamo di fronte alla perfetta fusione di musica e lirica, letteratura e melodia, sofisticatezza e semplicità. Questo disco meritava di essere menzionato, nonostante manchino le parole per descriverne la bellezza.

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Aidan Knight - Versicolour

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , ,
Il disco di formazione, tutti i colori del folk in una "tavolozza" di otto canzoni

Giovanissimo, gracilino e canadese. Ecco a voi Aidan Knight, alla sua prima prova da cantautore dopo una lunga gavetta come supporto alle band più disparate. Esce dall'ombra con canzoni semplici, senza pretese ma con bagliori improvvisi di pura melodia. A metà tra disco ed Ep, il recentissimo Versicolour (Adventure Boys Club, 2 marzo 2010) è un po' come un arcobaleno, il cui risultato finale è più della somma delle parti. La riprova è che il giovane Knight passa dallo strumentale al cantato con ingenua disinvoltura, istinto si direbbe: chiede sfacciatamente qua il supporto di una tromba, lì l'ombra di un violoncello, altrove lo squarcio di un riverbero a chiaroscuri.

L'effetto sonoro è quello di immaginare Aidan Knight sempre in compagnia: ci sono voci femminili che frigolano sullo sfondo, riff di chitarra, le percussioni, perfino qualcuno che si occupa di effetti e diavolerie elettroniche. Un'illusione? Forse, ma le otto canzoni di Versicolour, tra una steel guitar di puro folk americano, lo strimpellare poetico alla Nick Drake e l'orchestralità di un acerbo Andrew Bird, convincono.

Ci sono, insomma, i colori giusti sulla tavolozza di Aidan, il suo pennello di sbavature cerca di farne il meno possibile. Per ora la strada privilegiata pare quella dell'apprendistato: chissà che un giorno non ne esca fuori il capolavoro.

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The Hidden Cameras in Concerto

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , , , ,
Domenica 4 aprile, Osteria Le Scalette - Terracina (LT)

Appuntamento con la storia della musica. Ne fanno parte a pieno titolo gli Hidden Cameras, orchestra indie che batte bandiera canadese, attesissima in Italia, per regalare 4 sole date, in locali sceltissimi. Prima di arrivare nella nostra Terracina, saranno al Covo di Bologna, poi passeranno per il Circolo degli Artisti e da noi. Prima di tornare a Firenze dove suoneranno alla sala Vanni.

Non chiedeteci come tutto ciò sia avvenuto: non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che gli Hidden Cameras sono un gioioso collettivo pop canadese guidato da Joel Gibb, ed il loro debutto risale al 2001 con il bellissimo “Ecce Homo”. A seguire hanno pubblicato nel 2003 'The Smell Of Our Own', nel 2004 'Mississauga Goddam', nel 2006 'Awoo' e pochi mesi fa il nuovissimo 'Origin: Orphan'. In Europa la band ha pubblicato i propri dischi tramite Rough Trade, tranne per l'ultimo 'Origin: Orphan' uscito in tutto il mondo tramite Arts & Crafts (Broken Social Scene, Feist, Phoenix e molti altri sono passati per questa storica label canadese).


La rivista "NME" ha descritto il sound degli Hidden Cameras come un divertente incrocio tra Moldy Peaches, Belle and Sebastian, gli Smiths e i Frogs. I loro show, curati da Joel Gibb, sono sempre un avvenimento da gustare.


Sul palco possono anche ritrovarsi 13 elementi, tra cui coristi, ballerini ed una sezione d’archi. Anche i loro video sono delle vere e proprie opere d'arte, spesso presentati ad importati festival cinematografici indipendenti.

Il nuovo album degli The Hidden Cameras 'Origin: Orphan' è stato registrato fra Toronto e Berlino e pubblicato dalla Arts & Crafts. Tra synth, folk d'autore e pop da antologia i nuovi Hidden Cameras ricordano The Flaming Lips, The Polyphonic Spree, Magnetic Fields, Scissor Sisters e Patrick Wolf. In 'Origin: Orphan' trovano spazio anche synth cupi che rimandano agli ultimi Piano Magic, e dei potenti cori gospel. Immaginate un'impeccabile pop band suonare con istrionica verve e avrete la dimensione in cui operano gli Hidden Cameras.

L'appuntamento è per la domenica di Pasqua (avete impegni???), alle ore 22,30 all'Osteria Le Scalette. L'ingresso è gratuito, come sempre.

Fonte: Myspace

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