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Qualche ora con i Sakee Sed

Diego Roma Filed Under: Etichette: , , , ,
Risvegliati dolcemente
Per arenarti nei miei consigli
Trapanati le meningi
Per ascoltare un po’ di rock & roll


Sono qui giù, al mare, probabilmente a girare un video con Giulio Leonardi per un clip che... boh, stanno girando, fanno il bagno, fumano tabacco...

Una vita sregolata, questo sì, come la nostra. A che ora mangi, dove hai messo gli spiccioli per le sigarette, telefonare alla mamma, ricordarsi di essere diventati grandi. Ecco... I Sakee Sed (classe '85 barra '87) girano su un furgoncino verde strano, stracarico di strumenti, e fino a che hanno potuto sono rimasti scalzi. Ieri c'hanno regalato un gran momento di musica. Noi abbiamo ricambiato con wiskhey e Martini, un piatto di pastasciutta, e le solite vecchie chiacchiere. Fragorosi applausi naturalmente. I più per lo stupore.


(Guardale in originale >>)

Marco (Ghezzi), Gianluca (Perucchini), Alfonso (Surace) e Anna (Carazzai) ci raccontano un po' di cose. Che hanno speso tutti i quattrini per farsi uno studio di registrazione, che fanno tutto da sé, che per l'estate hanno un bel po' di date per festival e concerti estivi, che campare di musica non è facile ma che è l'unica cosa che hanno intenzione di fare.

Loro ci badano e non ci badano al domani e ci sembrano sideralmente lontani da quel radical chic che sta inquinando (con associazioni improprie) la parola "Indie". Loro no. Molte poche chiacchiere. "Cosa si fa, si suona?" è la domanda. E poi giù mazzate, sudatissimi giri di pianoforte, batteria scissa tra lo swing di Carosone e lo stoner dei Kyuss, il rock 'n roll di quelli talmente genuini da far ballare anche i bambini. Letterale. E non c'è niente di meglio che far ballare i bambini. Applauso. Da Sabaudia a Itri, unanime.

Dobbiamo ringraziarli, i Sakee Sed, perché loro, che vengono dalla provincia, ci riportano coi piedi per terra qui in provincia. Ci cantano senza infingimenti....

Che ne sai…
Che qui non si colorano più i giorni
Che ne sai
Che qui neanche con le droghe si tira avanti

Ecco, per questo e per tanto altro, dobbiamo ringraziarli i Sakee Sed. Perché ci lasciano una testimonianza di grande valore su cosa significa suonare il rock'n'roll, sognare il rock'n'roll. E fottersene di etichette e tutto il resto.

Riprenditi i tuoi sogni
Per ascoltare un po’ di trash and soul
Tutto il resto è scritto già
Tranne che per la realtà