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Stilographics

Questo blog vi augura un anno pieno di soddisfazioni.


Sara Lov in Concerto - Live @ Le Scalette - Terracina 17 gennaio 2009

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L'ex vocalist dei Devics al suo esordio da solista, tra ballate struggenti e rivisitazioni di Beck e Arcade Fire. La tappa del tour italiano

Abituatevi a voltare pagina, ma non rinunciate mai alla qualità. Stavolta la sorpresa arriva da Los Angeles e ha un curriculum di tutto rispetto quanto a produzione, etichetta discografica, fama e collaborazioni in studio. Sara Lov, cantante californiana già membro dei Devics, rappresenta uno dei talenti più interessanti nel panorama del cantautorato anglosassone (USA).

Voci di questo esordio esplosivo (che poi tanto esordio non è) risalgono all'uscita dell'Ep The Young Eyes, nel corso di quest'anno. Poco dopo la conferma con l'album Seasoned Eyes Were Beaming, prodotto dall'etichetta Bella Union, un compendio di perle in puro folk pop, con splendide ballate cantate con una voce suadente e per certi versi unica.

A Terracina Sara Lov sarà domenica 17 gennaio, accompagnata dalla sua band per un tour italiano che toccherà anche le città di Bologna, Milano, Ravenna, Napoli e Forlì.

Sara Lov è stata, si diceva, cantante nel duo dream pop The Devics, formato con Dustin O’Halloran. Per farvi un'idea potete ascoltare qualche pezzo su Myspace, ma il vero intrigo lo scoprirete soltanto guardandola dal vivo. Il produttore di Seasoned Eyes Were Beaming è Zac Rae, lo stesso di My Brightest Diamond e Fiona Apple, al mixer c è stato Darrell Thorp (già in studio con Radiohead e Beck). La stessa cantautrice lascia spazio ai suoi ascolti, reinterpreta Beck, Arcade Fire e Simon & Garfunkel. Si innesta di diritto, con semplicità e talento, tra le voci femminili più autorevoli nel panorama folk indipendente: pensiamo a Joan As Police Woman, Feist, Cat Power.

L'appuntamento, anche questa volta, è all'osteria Le Scalette, per domenica 17 gennaio. Ingresso gratuito.

Ascolta su: Sito Ufficiale, Myspace; RCRD LBL

Recensioni su:
Ondarock,
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... e tanti altri...

Shrag - Live @ Le Scalette - 15 dicembre 2009 Terracina

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Brothers Of End - The End

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Bucoliche scandinave dai vapori di Cardigans e Frida Hyvönen

Le loro canzoni sono perle pop dal sapore "niveo" che hanno lo strano effetto di dipinti domestici graziosi e accoglienti. Tutto il contrario di quel che suggerisce il loro nome. I Brothers Of End affascinano e si imprimono con la forza della melodia al primo ascolto. Il loro Lp di debutto - The End, come sbagliarsi - è uscito ad ottobre ma le tracce fino ad ora disponibili sono solo quelle del Myspace.

Non sono affatto dei novellini Mattias Areskog, Bengt Lagerberg and Lars-Olof Johansson Ståle, scandinavi che hanno seminato qua e là prima di riunirsi, loro che si conoscono da quando hanno 15 anni. Ma prima di parlare di loro fatevi avvolgere da questa sessione acustica, che vi lascerà senza parole.

Allora? Prima di questo progetto Mattias e Lars hanno suonato con i Cardigans, mentre Bengt Lagerberg ha lavorato come giornalista e solo nel tempo libero si è dedicato a suonare con musicisti svedesi, tipo Consequences, Marit Bergman, Friska Viljor, Anna Ternheim and Frida Hyvönen (e scusate se è poco). Due anni fa la decisione di cucinare un po' di prelibatezze in casa propria, e sono nati i Brothers Of End.

E ora veniamo a noi. Come avete potuto constatare Why è un pezzo di una bellezza infinita. Ma anche Wish, spalanca le porte al siderale paesaggio bianco della Scandinavia, Big Bird elettrifica suggestioni bucoliche. Irrestistibili. Loro sono anche su Facebook, Twitter e Youtube. Hanno un sito Internet la cui paternità è indubitabile.
Buon ascolto.

Guano Padano, gli echi del desert rock arrivano a Los Angeles

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La voce di Bobby Solo incanta la costa del Pacifico, e rievoca David Linch.

I Guano Padano finiscono nel blog di stanza a Los Angeles Aquarium Drunkard. Ad essere la prescelta, nel blog curato da Justin Gage, è stata la cover "Ramblin' Man" di Hank Williams, cantata niente meno che dal leggendario Bobby Solo. Secondo il redattore del blog, la rielaborazione della canzone fatta dai Guano Padano entra di diritto in una immaginaria colonna sonora di un film di David Linch.

Bene, visto che li abbiamo ospitati a Terracina, ascoltare questo pezzo non guasta mai. Loro, i Guano Padano, dalle pianure del nord Italia sono già finiti sulle spiagge del Pacifico. Come è piccolo il mondo.


Guano Padano - Ramblin' Man

Fonte: Aquarium Drunkard

Shrag - 15 dicembre, live @ Le Scalette Terracina (LT)

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Pop punk dal Regno Unito: dai B-52's alle Hole di Courtney Love e fino ai tempi nostri. Il sound esplosivo del quintetto di Brighton sbarca a Terracina

ShragVecchia scuola punk intrisa di pop, anche se di malavoglia. Sono prodotti strani quelli che escono fuori dallo shakeramento del punk inglese dei B-52's, la filosofia Riot Grrrl degli anni '90 e la "trappola" pop dei giorni nostri. Strani e interessanti. Come la creatura nata da queste tre scatenatissime ragazze (Helen King, Stephanie Goodman, Leigh Anne Walter) di Brighton, che insieme a due ragazzi (Bob Brown, Russell Warrior) formano gli Shrag. I cinque sono sulla scena ormai da almeno 3 anni ma fino ad oggi si sono fatti desiderare dagli appassionati del genere. Qualche golosissimo singolo, niente sito Internet, la band è stata alquanto sfuggente. Ma adesso è arrivata l'ora.

Sono in Tour in Europa, gli Shrag, per presentare il loro primo disco. Faranno tappa a Terracina, il 15 dicembre, a Le Scalette, locale coraggioso e spiazzante, che ancora una volta stupisce tutti e dopo il soul e le suggestioni caposseliane viaggia sulle frequenze scatenate del punk.

ShragCon Shrag abbiamo la netta sensazione di essere di fronte a qualcosa di familiare. Chi di noi non ha mai dato un ascolto alle Hole di Courtney Love, alla virulenza, rabbia, trasgressione della scena punk? Ecco, Aggiungeteci melodia e un approccio addolcito e avrete gli Shrag. Questi ragazzi hanno ascoltato i Clash e i B-52's a più non posso e ora stanno calcando la scena partendo dal paese più gravido di talenti musicali in Europa: il Regno Unito.

Chi mastica un po' la scena capisce cosa significa per una band accompagnarsi a gruppi come The Cribs, Love Is All, The Raincoats, Los Campesinos, Ill Ease, Partyline, French Toast, The Television Personalities. Parliamo di festival di levatura del Ladyfest Manchester. Gli Shrag sono abituati a stare su un palco, anche davanti a qualche migliaio di persone. Meglio prepararsi allora.

15 dicembre, ore 22 - LE SCALETTE - Terracina (Lt) INGRESSO LIBERO

Buona serata.

FONTI: Myspace

Vetiver + Fruit Bats - live@Beba Do Samba, 23 novembre 2009, Roma

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Lady Of The Sunshine - Smoking Gun

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Dall'Australia, un album nato insieme a un bambino che osanna la libertà espressiva. Angus Stone ha fatto centro

Nell'era della confusione e dell'assalto alle diligenze ci sono album che nascono in un vecchio serbatoio d'acqua e vengono "partoriti" mentre nella casa accanto nasce un bambino. Alle nostre orecchie ovattate da troppe "distrazioni di massa" è un toccasano il progetto di Angus Stone, songwriter australiano già impegnato con la sorella Julia nel 2008 con un meravoglioso album dal titolo A Book Like This e che ora esce con il suo nuovo nome Lady Of The Sunshine

Smoking Gun (aprile 2009) è un gioiello che potrebbe diventare una pietra miliare sulla strada dell'indie più creativo e originale, un album che punta tutto sulla libertà espressiva e la sperimentazione dei generi. Angus Stone non ha paura di rischiare: ha con sé una pistola fumante. Le canzoni di Lady Of The Sunshine (insieme ad Angus ci sono Govinda Doyle al basso e alla batteria, Caroline Pedler ha illustrato la copertina dell'album e il Jessie-Follow Studio ha curato il design) sono di una ricercatezza che di questi tempi è assai rara, si va dalle ballate al crossover, dal folk scarno alle cavalcate rock stile Rolling Stones ,fino al (post) rock più sosfisticato. Cotanta materia si risolve nella semplicità di canzoni belle. Alcune bellissime. E curate: vocette sullo sfondo, chitarre a volte ruggenti, a volte morbide e vaporose. Basta tastare la differenza tra una canzone come Home Sweet Home e White Rose Parade.



Angus racconta la lavorazione di Smoking Gun: "Sei settimane di registrazione nel 2008 in un vecchio serbatoio d'acqua sistemato da Finn (Govinda Doylendr), mentre la moglie ha cucinato la cena per noi, ha partorito un bambino, e noi abbiamo lavorato fino all'alba".

Qui non ne farei un caso e di sondaggi non abbiamo bisogno: da queste parti una tale completezza fa gridare al disco dell'anno. E l'anno volge al termine.

Buon Ascolto.

Fonti: Myspace, Facebook

Ascolta anche: Angus & Julia Stone

Russian Red - I Love Your Glasses

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Segnalazioni dal vecchio continente

Spagna
Russian Red
Si chiama Lourdes Hernandez ed ha appena 24 anni, la sua voce impietrisce. Molti la definiscono la Feist spagnola, a me pare già un unicum, ancorché acerbo. A lei è bastato un incontro con Brian Hunt, con il quale ha inciso un demo che ha sbancato su Myspace (70 mila visite). E' stato allora che è nato il progetto Russian Red, nome preso a prestito dal colore di un rossetto. E di rosso sembrano tinte le canzoni di Lourdes: rossa in un certo senso è la sua voce, rossa l'intensità dell'interpretazione, rosso anche quel po' di dolore che ne traspare.

In Spagna è già molto nota nei circuiti indipendenti, ma il vero salto di qualità lo fa con l'Lp I Love your Glasses del 2008, e divenuto uno degli album più apprezzati dalla critica. Russian Red ha vinto diversi premi, ma questo poco interessa. Meglio tastare con mano:

Russian Red - No Past Land


Chi avesse curiosità particolari può assistere ai suoi live su Youtube. Particolarmente accattivante ci è apparso questo video:



Buon ascolto

Fonte: Myspace, Youtube, Wikipedia

The Balconies, debutto esplosivo

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Jacquie Neville, Liam Jaeger e Stephen Neville conquistano Ottawa e Toronto e sono pronti per l'Europa. Al loro esordio




Canada Canada! Forza ed energia che di questi tempi ci vuole. The Balconies (proprio così, i balconi, sempre esposti al sole e all'aria fresca) sono Jacquie Neville, Liam Jaeger, e Stephen Neville. Tra Ottawa e Toronto sono già conosciutissimi e non ci metteranno molto a diffondersi anche in Europa e nel resto del mondo. Tutti giovanissimi, voce femminile che ricorda quella dei Land of Talk, hanno appena pubblicato il loro album di debutto.

Tra i commenti delle riviste specialistiche - naturalmente oltroceano - c'è chi già lo definisce "uno dei migliori album dell'anno" (iheartmusic.net). Ma gira così poco su di loro. Su Youtube l'unico video decente che può rendere l'idea è questo:



Questo è uno dei migliori gruppi dell'anno. Da queste parti ne siamo sicuri. The Balconies li abbiamo scovati per caso durante la perlustrazione sul blog I Guess I'm Floating, dove la band è comaparsa nella lista del Music Alliance Pact :: October 2009. E ce ne siamo invaghiti. La radio canadese CBC radio3 li elogia. Insomma, nient'affatto trascurabili.

Guano Padano - 18 novembre, live @ Le Scalette, Terracina

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Alessandro "Asso" Stefana, Danilo Gallo e Zeno De Rossi in un trio che va dal jazz a Morricone. Con Capossela, Marc Ribot, Mike Patton, Marco Parente e Bauselle nel curriculum. Da non perdere.

Torniamo a parlare di concerti in città, questa volta in veste "autunnale-e-quasi-invernale". Suoneranno il 18 novembre a Le Scalette, in via Posterula, i Guano Padano (di qui abbiamo già scritto qui), nuovo progetto in cui compare il musicista Alessandro "Asso" Stefana, chitarrista multiforme e poliedrico che ha suonato, in ordine sparso con:

- Vinicio Capossela
- Marc Ribot
- Mike Patton
- Marco Parente

Con lui il bassista Danilo Gallo, già El Gallo Rojo e Zeno De Rossi, altro musicista di Capossela.

Diremo che di Guano Padano, gli espertissimi che hanno ascoltato il disco in anteprima (Blow Up e Rumore tra le riviste sfogliate), scrivono voto "8".

Ma non è finita. A noi piace fare il nome di Ennio Morricone, al disco collabora il suo celebre "fischiatore" Alessandro Alessandroni, ultimamente in lizza con Baustelle. Ci piace citare Jeff Buckley, perché con i Guano Padano ha collaborato Gary Lucas, che di Buckley è stato chitarrista. Ci piace citare Uri Caine, perché con "Asso" ha collaborato il clarinettista e infine... ci piace citare Bobby Solo, rinato in veste indie con un cameo per i Guano Padano. Può bastare? Ascoltateli.

Il concerto è a Le Scalette, il 18 novembre prossimo, ad ingresso libero.
Organizzazione by Marco Fauciello e BookolicArt.

Link utili: Alessandro "Asso" Stefana, Guano Padano

A.A. Bondy - When The Devil's Loose

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Secondo lavoro per l'ex Verbena (con la "b").

A.A. Blondy suona il folk come piace a chi la malinconia la chiama col suo nome senza girarci troppo intorno. E la malinconia è una cosa scarna, primordiale e ruvida come una corda di chitarra. E infatti il nuovo lavoro dell'ex dei Verbena (con la "b"), When The Devil's Loose, è proprio in questo senso orientato. Forse più morbido del primo American Hearts, i giudizi degli esperti raccontano di un album molto gradevole, melodico, cantautorale al limite del personalismo ma anche ricco di strumenti. E' folk, blues, country? Boh, c'è poco da parlare. Meglio ascoltare.

Di certo A.A. Bondy sta emergendo ora più che con la sua band passata, tirando fuori una sincera ispirazione compositiva, tirando fuori l'anima. Al primo album ci si chiedeva se fosse sincero o se stesse giocando con la musica. Ma per rispondersi meglio ascoltare le canzoni.

Fonti: Myspace,Aquarium Drunkard, I Guess I'm Floating

Flaming Lips nuovo Lp - Embryonic

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La band dell'Oklahoma cambia rotta: sperimentazione, jazz -fusion e psichedelia per il nuovo doppio di Wayne Coyne e colleghi

Dopo 20 anni di musica dal marchio inconfondibile i Flaming Lips cambiano rotta e sfidano tutte le leggi del successo. Estranei ai percorsi facili e prevedibili, i musicisti dell'Okalhoma hanno realizzato il loro 12esimo album in studio. Niente a che fare con le melodie sbilenche e il lo-fi barocco della loro fortunata produzione.

La band di Wayne Coyne ha imboccato la via della sperimentazione, tra psichedelia, jazz-fusion, prog-rock e altre mutazioni indecifrabili su cui si avvertono echi precisi di Pink Floyd e Miles Davis. Una sfida vera e propria rivolta anche e soprattutto ai fans, che potrebbero anche non gradire lo "scherzetto". Il doppio album, dal titolo significativo Embryonic, dura 72 minuti e forse vuol dire una cosa ben precisa. Cioè che i Flaming Lips rinascono ancora rimettendo in circolo quegli embrioni forse mai nutriti abbastanza.

Fonte. Usa Today

Nuovo Lp Ola Podrida - Belly The Lion

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Il 10 novembre ritorna David Wingo con Belly of The Lion, secondo Lp firmato Ola Podrida. Come riporta il blog Aquarium Drunkard, Wingo è tornato in Texas, sua città natale ed ha acquistato una nuova casa ecologica. Forse da qui viene la sua nuova ispirazione, di cui l'anteprima Roomful of Sparrows può darvi un idea. A modesto parere di chi scrive, ci aspetta un nuovo piccolo capolavoro. Buon ascolto.

Fonte: Aquarium Drunkard, Myspace, Sito Ufficiale

Guano Padano, costola di Capossela setaccia il desert rock stile Calexico. Insieme a Bobby Solo

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La musica dei Guano Padano è una sorta di road movie, che si consuma 
tra l'asfalto infuocato dell'A4 e i profumi delle sagre paesane 
della pianura.

È una miscela trasognata di rock, psichedelia, folk e 
country, improvvisazioni jazz e suggestioni morriconiane. La 
collaborazione fra Alessandro "Asso" Stefana e Zeno de Rossi nasce 
all'interno del gruppo di Vinicio Capossela di cui fanno parte in 
pianta stabile da alcuni anni. Si unisce a loro in questo viaggio 
Danilo Gallo, contrabbassista che si aggira scuro dalle parti delle 
budella e che con Zeno condivide varie esperienze culminate nel 
collettivo El Gallo Rojo, una delle più interessanti realtà nell'ambito 
del jazz trasversale e indipendente italiano.

Il disco omonimo di imminente uscita "Guano Padano", vede la partecipazione di ospiti del calibro di Alessandro Alessandroni (storico fischiatore delle immortali musiche di Ennio Morricone), Gary Lucas (chitarrista con Captain Beefheart e Jeff Buckley), Chris Speed (clarinettista con Tim Berne, Uri Caine, John Zorn etc.) oltre al leggendario Bobby Solo.

Fonte: Myspace
Siti correlati: Alessandro "Asso" Stefana

Nuovo progetto per Thom Yorke

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Nuova band del cantante dei Radiohead, Flea dei Red Hot Chili Peppers, il batterista di Beck, Nigel Godrich e Mauro Refosco di Forro in The Dark


Thom Yorke, nuovo progetto The Erasier

Nuovo progetto per Thom Yorke. Il cantante dei Radiohead nei giorni scorsi è salito sul teatro Orpheum di Los Angeles in un concerto che lo ha visto a capo di una band insolita quanto prestigiosa. Alla batteria c'era Joey Waronker, presenza illustre negli album di Beck, Smashing Pumpkins (Adore) e Elliott Smith. Ma non è finita. A suonare il basso, Flea (Red Hot chili Peppers), insieme a Nigel Godrich, già produttore dei Radiohead oltre che "sesto elemento" del gruppo. E ancora il percussionista brasiliano Mauro Refosco che ha fondato i Forro in the Dark.

Sul sito del Wall Street Journal è possibile ascoltare un brano.

Fonte: Wsj

The Chairs, new Ep: Can We Be Friends

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In alcuni casi sono i gruppi con cui sono cresciuti, in altri sono gli ascolti, i colleghi di tour, semplicemente la musica di cui vivono. Una manciata di band che capita a ciccio per fare un Ep e al contempo rendere omaggio alle canzoni che si portano in giro per il mondo.

Questo è in soldoni il lavoro di The Chairs, che lanciano un nuovo Ep dal titolo significativo Can We Be Friends?. Qualcosa già avevamo sentito: rielaborazioni di Bon Iver e Neutral Milk Hotel. Ora ci regalano altre piccole perle che, nella loro veste di cover ci confermano la freschezza di questa giovane indie band, che sembra aver scelto come filo rosso di questo piccolo lavoro la nostalgia. Dolcissima la voce di Alex Schaaf, ricercati i suoni che spaziano nell'elettronica come nel rock, con ballate che forse vengono un po' spogliate del folk per restare nella nuda struttura vocale.

Can We Be Friends annuncia il nuovo album di The Chairs, in uscita il prossimo 17 novembre. Nell'Ep è possibile trovare di tutto. Da Reservations dei Wilco a Motion Picture Soundtrack dei Radiohead, fino a My Guitar di Jump, Little Children. The Chairs ci concedono la possibilità di ascoltarli. E noi volentieri condividiamo. Buon ascolto

- Reservations (Wilco)
- Motion Picture Soundtrack (Radiohead)
- My Guitar(Jump Little Children)
- Flume (Bon Iver)
- In The Areoplane Over The Sea (Neutral Milk Hotel)

Fonti:
The Chairs (Thank's to Alex Schaaf and his Band)
The Chairs on Myspace
The Chairs on Twitter

Edda - Semper Biot (29 novembre, Circolo degli Artisti - Roma)

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Stefano Edda Rampoldi è stato per molti anni la voce dei Ritmo Tribale, una delle rock band italiane più importanti degli anni ’90. Con i Tribali ha inciso 5 album e un ep. La rock band milanese, negli anni, ha suonato ovunque: dal centro sociale Leonkavallo di Milano al palco del primo maggio in piazza a Roma, da Arezzo Wave al New Music Seminar di New York. Nel ’96, durante il tour di Psycorsonica, Edda abbandona la band.

Dopo un lungo silenzio, è ricomparso nel 2008 con dei video su YouTube, accompagnato da Walter Somà (co/autore con Stefano di gran parte di testi e musiche) e Andrea Rabuffetti (che nei video suonava di tutto, eccetto - forse - l’arpa celtica… ). Quei video (oggi non più visibili) hanno suscitato l’interesse dell’etichetta Niegazowana e hanno portato alla realizzazione di un disco: l’11 SETTEMBRE 2009 è uscito “SEMPER BIOT”, IL PRIMO DISCO SOLISTA DI EDDA.
Registrato alle Officine Meccaniche e al Noise Factory di Milano con la produzione artistica di Taketo Gohara. I suoi compagni d'avventura sono quelli di sempre: Walter Somà e Andrea Rabuffetti.

Walter, autore di molti dei brani presenti sull'album, è anima integrante insieme a Edda dell'intero progetto. Invece Andrea (oltre che accompagnare Edda nei live) ha suonato nel disco: armonium, chitarra acustica, chitarra elettrica, kalimba, laud, mandolino, synth.

Sono passati a dare il loro prezioso contributo alcuni ospiti illustri:
Alberto Fabris (contrabbasso),
Taketo Gohara (melodica, organi, piano elettrico, pianoforte, synth),
Alessandro "Asso" Stefana (arpeggiatore, auto harp, banjo, ukelin, organo, pianoforte, synth, tampura),
Pacho (percussioni),
Achille Succi (sax e clarino basso),
Mauro Ottolini (trombone),
Josè Fiorilli (hammond)
Cesare Picco (pianoforte)
Con la partecipazione straordinaria di Mauro Pagani (violino).

A giugno 2009 Edda ha cominciato a portare le canzoni di “Semper Biot” anche dal vivo.
Edda ha suonato al Jack Bikers di Vigevano, al Mi Ami Festival di Milano, alla festa del PD a Genova (opening Afterhours), alla Salumeria Della Musica di Milano (Il concerto e l'intervista sono stati trasmessi in diretta su Lifegate all'interno della trasmissione Rockfiles), al Velvet di Rimini.

Daria Bignardi l’ha voluto come ospite all’Era Glaciale, in onda su Rai2 il 2 ottobre 2009 alle 23.40.

Daria Bignardi su La Stampa:

«Abbiamo adottato lo schema sperimentato nell’ultima puntata: un’intervista all’inizio, una alla fine, in mezzo un confronto fra due personaggi che apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro ma che, se vengono fatti dialogare e reagire a vicenda, rivelano risvolti interessanti. Si comincia con Andrea De Carlo e Stefano “Edda” Rampoldi dei Ritmo tribale, figura di culto della Milano anni Ottanta che ha passato un periodo in comunità e ora fa l’operaio ponteggista, uno venerato da gente come Mauro Pagani o Vinicio Capossela ma che fa di tutto per non essere famoso. Ci ha incuriosito il fatto che, di un romanzo di De Carlo, avrebbe benissimo potuto essere un personaggio».

«Semper biot»: sempre nudo, in milanese. Un invito a farsi vedere per ciò che si è, senza maschere e finzioni. Edda sul palco e sul disco sputa verità allo stato puro, toccando corde speciali in chi ascolta. Una sberla. Che non può lasciare indifferenti. Riempie vuoti e crea altre voragini.
C’è la vita, la morte, la poesia, l’oscurità, la luce, la ricerca, l’amore, tanto amore dentro. La bellezza e la schifezza di ciò che ci gira dentro.

Fonte: Myspace

Meeting etichette indipendenti 2009 (MEI). Chi passasse a Faenza...

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MEI 2009 - Domenica 29 novembre h 18,00 – Sala Conferenze, Fiera di Faenza

IL MEI NON È UN PAESE PER VECCHI…

Domenica 29 novembre alle h 18,00 presso la Sala Conferenze – Fiera di Faenza si terrà il Premio Rivelazione Indie Rock e Indie Pop, imperdibile appuntamento all’interno del MEI sulle nuove tendenze della musica indipendente italiana. Ormai da qualche anno il MEI (Meeting degli Indipendenti, 27, 28 e 29 novembre), da sempre attento all’universo musicale giovanile, ha indetto questo riconoscimento allo scopo di valorizzare e far conoscere le giovani proposte artistiche del nostro paese sotto il segno del claim “Il Mei non è un paese per vecchi”. Dopo Vasco Brondi ovvero “Le Luci della Centrale Elettrica”, vincitore indiscusso e rivelazione del 2008 per pubblico e critica, il premio dedicato al legame tra giovani e artisti quest’anno è stato realizzato per la prima volta insieme ad una giuria composta da giovanissimi under 25. Per questa tredicesima edizione del MEI 2009 sono arrivate moltissime segnalazioni e la giuria di qualità, composta da Hamilton Santià, Giulia Salvi e Antonio Oleari, ha indicato come vincitori del Premio Rivelazione 2009 i seguenti artisti:

  • Categoria Indie Rock: Don Turbolento, Banda Elastica Pellizza e Damien
  • Categoria Indie Pop: Erica Mou, Deborah Petrina e La fame di Camilla

Fra le tante proposte della giuria e tra le segnalazioni arrivate direttamente al Mei, alcune, pur non vincendo, si sono dimostrate meritevoli di un riconoscimento speciale: Pink Holidays, Did, Lads Who Lunch, Walter Marocchi & Mala Hierba, Bandakadabra, Rein, Tom Moto, Clepsydra, The Oranges, Drink to Me e Green Like Julie e News for Lulu.

Giuria:

Hamilton Santià, 23 anni, collaboratore per la rivista “Mucchio Selvaggio”

Antonio Oleari, 24 anni, scrittore e conduttore di Prog Generator su Radio Cantù

Giulia Salvi, 22 anni, speaker di Virgin Radio e Dj


Artisti:

Don Turbolento

I Don Turbolento sono Dario Bertolotti (batteria, voce) e Giovanni Battagliola (synth, cori). Uniti dalla passione comune per Primal Scream, Lcd Soundsystem e Supersystem, nella primavera del 2005 decidono di dar vita ai Don Turbolento. Il disco d’esordio omonimo è targato 2008.

Banda Elastica Pellizza
I BEP nasce da un iniziativa di Daniele Pelizzari (chitarra e voce) ed Alessandro Aramu (basso). La formazione si completa con con Paolo Rigotto (batteria e cori), “Bati” Bertolio (fisarmonica) e Andrea Sicurella (chitarre e fiati). Nel 2008 vincono il Premio Siae-Club Tenco come miglior autore emergente.

Damien
Tutto inizia nel 2001; con l'anno successivo anche i primi concerti. Da allora non hanno più smesso di farne, riuscendo in puro regime DIY ad inanellare più di 120 concerti in meno di tre anni. Il power trio pesarese ha aperto gli show di Linea77, Meganoidi, Tre Allegri Ragazzi Morti, One Dimensional Man, Billie the Vision and the Dancer, The Zen Circus, e tanti altri…

Erica Mou
Erica Musci è una giovanissima artista pugliese già apprezzatissima in tutto il panorama musicale italiano. Tra i riconoscimenti ricevuti ricordiamo: vincitrice del concorso L'artista che non c'era 2009; Premio SIAE Miglior Testo (Premio Mauro Carratta 2009); vincitrice Arè Rock Festival 2009.

Deborah Petrina
Cantante, pianista e tastierista, autrice, compositrice e arrangiatrice, è una delle rivelazioni nella scena indipendente musicale italiana. Il suo disco d’esordio in doma distribuito da Egea nel mondo e con ospiti quali Elliott Sharp, Emir Bijukic, Amy Kohn, Ascanio Celestini, sta già suscitando l’entusiasmo della critica musicale specializzata.

La Fame di Camilla
La Fame
di Camilla nasce a Bari nel 2007 e mette insieme lunghi studi di musica, esperienze professionali molteplici ad alti livelli e gli ascolti eclettici dei componenti, che spaziano dall’indie-pop cantautorale all’alternative, dalla psichedelia al pop e all’indie-rock.

Per informazioni:
MEI – Meeting degli Indipendenti
0546/24647 – 0546/646012

info@audiocoop.it


Yonlu: ha spazzato via il dolore, ha lasciato a noi la musica

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Diamanti di un genio adolescente che è già leggenda


Cambia il registro del genio suicida il giovane Vinicius Gageiro Marques. Non dopo la fama, non sulla soglia dei 27, braccato dallo star system, né in seguito alle delusioni, al disincanto, alle difficoltà della vita adulta o in seguito ad una personalità fragile, intossicata dalla droga, dagli eccessi o altro. A 16 anni, e solo dopo aver lasciato nell'hard disk del suo pc delle canzoni semplicemente geniali, Yonlu (così firmava il suo nickname nel mondo virtuale in cui viveva il suo dramma adolescenziale) ha deciso di porre fine alla sua vita. Per nulla fragile, considerando la sicurezza con cui ha composto le sue canzoni. Pezzi maturi, assemblati con gli strumenti semplici di un giovane della nostra epoca (un software per i suoni, un campionatore e un talento da polistrumentista), ben cosciente di cosa voleva dire, cosa voleva fare. Ma evidentemente con il mal di vivere acquattato nell'anima.



Sei corde pizzicate, una voce giovane e soffice ma anche ruvida e greve, un approccio da cantastorie, dei migliori, e un destino precocissimo che richiama alla mente giganti come Elliott Smith e Nick Drake. La rivista Rolling Stone, prima in assoluto a raccontare la storia di Yonlu, già diversi mesi fa rimarcava lo strano percorso di musica e morte che ha segnato la fine del genio forse più giovane che la storia della musica conosca.

La sua storia, quella di un ragazzo giovanissimo che viveva a sud est della città di Porto Alegre, Brasile, figlio di un professore universitario anche molto in alto nella scala sociale e di Ana Maria Gageiro. Alta istruzione, vita agiata, una mente brillante, avido lettore di Franz Kafka e musicista in anticipo sui tempi. Suonava un po' di tutto, dal basso alla batteria, predominante la chitarra. Ma la sua grande abilità, a soli 16 anni, stava e sta tutta nella capacità di assemblare, di fondere la tradizione sudamericana della Bossa Nova all'indie sperimentale, creando un'unione inscindibile di tradizione e contemporaneità, prevalentemente in inglese ma sostanzialmente in una lingua universale.



Quella sua sensibilità era anche tutta la sua debolezza. Questo ha detto la madre Ana Maria. Così un giorno, in un pomeriggio del 26 luglio del 2006, a poco più di un mese dal suo diciassettesimo compleanno, Vinicius ha annunciato il suo imminente suicidio sul Web. Alla tastiera, fino a pochi minuti prima del tragico gesto, ha spiegato agli utenti del forum come lui, Yonlu, stava andando via per sempre. Un suicidio quasi in diretta. Prima di uccidersi col monossido di carbonio nel bagno di casa, ha scritto una lettera per discolpare i suoi genitori. Quello suo era un buio tutto personale, irrecuperabile. Suo ultimo desiderio, quello di non essere giudicato per quello che stava facendo. L'eredità di Yonlu è un cd con alcune canzoni, poi è stato il padre, durante le indagini sul suo pc portate avanti dalla polizia, a scoprire tante sue canzoni nascoste. Quelle canzoni che oggi circolano sul Web e che reclutano fans dalla Scozia al Belgio, dal Canada al Nord Africa. Un'eredità preziosa accompagnata dalle sue parole: "Io credo che la cadenza e l'armonia al momento giusto possano risvegliare ogni sentimento, compresa la felicità nei momenti più cupi".
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Anya Marina - Slow & Steady Seduction: Fase II

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Foto by: http://cm1.theinsider.com
Anya Marina ha canzoni strane e "bionde" nella mente, lo dice proprio lei, ma in verità segue la scia del pop, si sbizzarrisce come vuole con chitarre e batteria, con un'approccio tutto femminile che in fondo gli spiana la strada. La prima canzone dello Space è una cover, Whatever you like, gustosissima.

Originalissima, forse, Anya Marina ancora non lo è, ma si parla molto bene del suo ultimo lavoro "Slow & Steady Seduction: Fase II", uscito con l'etichetta indie Chop Shop Records. In fondo stiamo parlando di una bionda americana (San Diego) niente affatto fragilina, piena di energia che tira fuori canzoni grintose e ritmate, che ha lavorato con Spoon, ha già all'attivo un album, "Miss Halfway" che le è valso il San Diego Music Awards per la "Best Local Recording", come pure le attenzioni dell'etichetta Chop Shop Music e del supervisore musicale della serie Grey’s Anatomy.

Sensualissima "All The Same To Me", tutta al femminile, jazzata e calda, tanti Pixies e Breeders per comporre un pezzo come "Vertigo", e la stessa "Miss Halfway", che da' il titolo al primo lavoro di Anya Marina, usato proprio in Grey's Anatomy, molto ben fatta nella sua semplicità.
Da ascoltare senz'altro

Psichedelic sound of Sssuckers!!!

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Un Ep ed è... booooom


Si chiamano Suckers e vengono da Brooklyn. Psichedelici e onirici, amano i colori e le melodie un po' retrò. Escono con il loro Ep ed è subito boom. Voce imponente, chitarre psichedeliche, approccio schizoide votato all'imprevedibile, girano video visionari e allucinanti i quattro americani che hanno suonato anche in una Daytrotter Session.

Canti corali alla Yeahsayer, fischiettii, chitarre lo-fi alla Walkmen, pause alla Morricone: non sembrino esagerate le citazioni, questo è un post scritto al primo ascolto, sicuro di cogliere nel segno. I "succhiatori" ci sanno fare, punkeggiano e ritualeggiano come vogliono, sanno tanto di quella generazione musicale contaminata fino a traboccare fuori dal collo della bottiglia. Dove le trombe incontrano l'elettronica ma non è più il singolo strumento a farla da padrone: un suono che è più della somma delle parti.

Fonti:
Official Blog
Iamsound Records
DayTrotter
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Terracina, arrivano i Mahjongg

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Domenica due agosto, live al Punto Brazil

Un coacervo di generi musicali ben congegnato tanto da perderne il conto. Così si può riassumere la musica dei Mahjongg, band americana che mutua il nome da un gioco di società cinese. Dal funk all'elettronica tribale, fino al punk e all'art rock, i Mahjongg sono una delle band più intriganti del momento nel panorama della musica internazionale.

Kontpab il disco che vengono a presentare a Terracina domenica 2 agosto allo stabilimento Punto Brazil.

Il sound aggressivo e sempre straniante non smette mai di stupire, ed è corredato da una performance visiva tutta da gustare sul palco. I quattro elementi si dispongono infatti tutti in fila e allo stesso livello davanti al pubblico, compresa la batteria. Una carta vincente per invitare al ballo e al contatto diretto tra pubblico e artista, in un'esplosione di suoni che si servono di strutture poliritmiche e tribali, chitarre, jingle. Poi tutto si perde nella pura improvvisazione. L'ingresso al Punto Brazil è completamente gratuito.

FONTE:
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Hugo Race al museo del Brigantaggio di Itri

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Ha suonato le sue ballate blues acide e intense per oltre un ora il celebre e controverso musicista australiano Hugo Race, ex Bad Seeds con Nick Cave e ex leader dei True Spirit CaGa (Cineteca Atomica Garigliano) che ha allestito uno stage di tutto rispetto nel piazzale esterno del museo del Brigantaggio. Una scelta azzeccata; d’altra parte cosa è Hugo Race se non un brigante?



Voce roca e tenebrosa, profilo snello ai limiti, approccio da cowboy e un romanticismo errante e clandestino, impresso nelle cavalcate musicali del suo repertorio.


Una serata coraggiosa e inaspettata, i giovani sono accorsi per assistere alla performance – più unica che rara – di questo dinosauro della musica accompagnato da violinista e chitarrista italiani (De La Vega) e da Erik Van Doo dei Willard Grant Conspirancy. Il tutto sulle bellissime colline di Itri.

Green Sky Accident - Drops Of Color

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UN duo norvegese che suona un pop originale e grazioso. I Green Sky Accident (Stian Mathisen e Tore Torgrimsen) debuttano con il lavoro “Drops Of Color”, tra stornelli e folk-pop fino ad ammicchi shoegaze. Non mancano campionatori e elettronica varia, per la quale i due si servono di vari altri aiuti.

Notevoli le canzoni presenti sul Myspace, azzeccata la recensione di OndaRock questa grazia sempre nuova che arriva dal nord, pulita, scandinava. Da ascoltare senz'altro, e se capita anche da avere.

A Grave With No Name

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Alex Shields, Regno Unito


A Grave With No Name suona un po' come Sparklehorse, almeno a primo impatto. L'attitudine compositiva è certo la stessa. A suonare è solo lui, Alex Shields, maledetto factotum, che suona nella sua stanza da letto, mescola, fonde, produce suoni. Curioso senz'altro ascoltare il suono un po' retrò di certo grunge, la malinconia disfattista e metallica alla Matthew Ryan, lo shoegaze che richiama i My Bloody Valentine. Ancora si sa poco di questo A Grave With No Name, progetto inglese (londinese), che per il momento è disponibile con questo Ep omonimo, e risicatissimo di musica su My space.

Stone Setting si può ascoltare su Youtube:



Poi c'è Underpass



Il sito RCRD LBL in realtà ne ha parlato in tempi non sospetti. Una canzone relamente registrata in camera dal letto è questa: And We Parted Ways at Mt Jade. Non quella che si può dire una canzone estiva. Ma tanto è.