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Ggoal, un motore di ricerca che la pensa come me

Diego Roma Filed Under:


Gira sulla Rete un nuovo motore di ricerca. Si chiama Ggoal, noi ci siamo arrivati tramite delle segnalazioni che girano tra i bloggers. Ha una logica tutta sua. Abbiamo provato ad utilizzarlo ed è molto particolare. A quanto pare è una versione Alfa, in fase di test. Per la versione Beta ci vorrà gennaio. Converrà tenerlo d'occhio.

Facciamo un esempio. Ho inserito la parola "ambiente" e lui mi ha risposto: "ricerca non trovata". Va beh, penso: allora vado su Google e finisce la storia. Poi però in basso leggo la frase: "Se sei un utente registrato puoi aggiungere questa parola chiave in Ggoal oppure inserirla nella lista delle Ricerche Desiderate". Registrato, io? Non sono registrato e non capisco perché dovrei esserlo. Ma poi ricordo le parole di quel blogger: il Ggoal rivoluzionerà il web. Mi prende la febbre della sperimentazione, e mi loggo!

Subito il motore mi chiede cosa voglio fare. "Inserisci come nuova parola chiave?" Penso: visto che non ce l'hai, la inserisco, e ci aggiungo pure "ecosistema". Zacchete: ora mi ritrovo con le due parole collegate tra di loro, ed è un collegamento uscito dalla mia testa. Penso: se ci metto pure l'indirizzo di un sito sull'argomento ho fatto il mio dovere e me ne posso pure andare. Siccome ne conosco qualcuno, lo inserisco ed esco.

A questo punto mi accade una cosa. Provo un insolito piacere per quello che ho fatto. Può sembrare un discorso banale, ma utilizzare un motore di ricerca per dare contenuti, oltre che riceverli, mi fa sentire bene. Altrimenti come sarebbe nata Wikipedia? Condivisione, condivisione. E' il cosiddetto Web 2.0.

Volevo chiudere qui, ma alla fine continuo.
Comincio a fare richieste a Ggoal, di tutti i generi, e a volte lui mi restituisce parole chiave e link molto utili. Ma io niente, aggiungo di mio, segnalo, rovescio tutto il mio lessico nel suo archivio, copincollo siti, e ad ogni inserimento vedo che la pancia di Ggoal cresce, assorbe, diventa lo specchio delle mie conoscenze. Cazzo. Sta a vedere che qui il bello sta proprio nel dare, dare, dare: "condivido dunque sono", mi viene da dire.

Alla fine esco, ma ci resto un po' a pensare. Questo
Ggoal è come un bambino: deve crescere, e la sua formazione dipende da chi lo educa. Se i protagonisti siamo noi, Ggoal seguirà una logica umana: ci troverò la testa del mio datore di lavoro, di mia madre, del Presidente della Repubblica e anche dalla casalinga di Voghera. Milioni di teste collegate tra loro.
La fine di Google? Azzardato. Ma di certo uno strumento innovativo, in grado di affiancare, con una logica tutta sua, i protagonisti del Web.
Andatelo a guardare, vale la pena. E' già disponibile una versione Alfa, in fase di test: www.ggoal.com.
Per tutti gli altri, ci risentiamo a gennaio!
Condividete gente, condividete!